Riflessioni notturne sul contributo delle neuroscienze.

Riflessioni notturne sul contributo delle neuroscienze.


Come terapeuta, nel corso degli ultimi anni mi sono confrontato con le innovazioni teoriche e metodologiche proposte del modello cognitivo-neuropsicologico, la cui originalità consiste nel recupera
re e rinnovare la concezione dell’uomo come un essere basicamente storico, incarnato e situato (un esser-ci), così come la tradizione fenomenologica sostiene da circa un secolo, e metterla costantemente in dialogo con le più recenti scoperte provenienti dal mondo neuroscientifico. Sono le stesse neuroscienze a “chiedere” un nuovo interlocutore capace di dar senso a quanto scoperto (es, neuroni specchio, emoting, ecc), anche alla luce delle inadeguatezze del classico paradigma cognitivo, sia nelle sua variante standard che costruttivista.


Il metodo Neuropsicologico prevede pertanto un continuo dialogo tra discipline che studiano l’uomo
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Continua-mente dipendere.

Continua-mente dipendere.

La psicoterapia cognitiva neuropsicologica (PCN), lungi dal considerare i disturbi mentali secondo una rigida distinzione tra organico e funzionale, parla di neuropsicopatologia: la duplice appartenenza dell’essere umano sia all’ordine fisico che a quello psichico permette di configurare la psicopatologia secondo un continuum ai cui estremi troviamo le patologie di tipo non storico e quelle di tipo storico.

Le alterazioni emotivo-comportamentali associate alle patologie non storiche (ad es. trauma cranico, ictus cerebrale, ecc.) sono spiegabili principalmente attraverso le discipline bio e conseguono a qualche causa eziopatogenetica, all’essere corpo soggetto alle leggi della fisica e della natura… Interessano la progettualità dell’individuo e comportano un’alterazione dei suoi modi di essere. Secondo l’approccio ermeneutico-fenomenologico, infatti, che è alla base della … Continua a leggere

“Una crisi c’è sempre ogni volta che qualcosa non va” …ma comunicare è necessario per uscire da una fase di stallo e spiccare definitivamente in volo

“Una crisi c’è sempre ogni volta che qualcosa non va” …ma comunicare è necessario per uscire da una fase di stallo e spiccare definitivamente in volo

Recentemente è apparso un editoriale sul sito del National Institute of Mental Heath (NIMH), la principale agenzia governativa americana che si occupa di salute mentale, a cura di Thoma Insel, psichiatra e neuroscienziato di fama mondiale nonché attuale presidente del NIMH. L’articolo è una breve analisi circa lo stato attuale della psichiatria americana ma a mio modesto parere può fornirci spunti di riflessione interessanti. Inoltre precede di poco la pubblicazione di un altro noto post che ha messo seriamente in discussione un baluardo della psichiatria attuale, ovvero l’utilizzo del DSM-IV, il più noto sistema di classificazione internazionale sui disturbi mentali.
Insel è convinto che la psichiatria americana stia vivendo una lenta ma progressiva rinascita, una sorta di trasformazione/metamorfosi inContinua a leggere

“Dove i gemelli furono trovati da una lupa, che si prese cura di loro…”

“Dove i gemelli furono trovati da una lupa, che si prese cura di loro…”

                                         “Questa cesta si incagliò sul fiume alle pendici di un colle, dove i gemelli furono trovati da una lupa che si prese cura di loro” 
 

Del 
rapporto tra depressione ed epigenetica ho già un pò parlato in un precedente post. Ebbene, un recente studio canadese, pubblicato sulla rivista Development and Psychopathology, conferma la stretta relazione tra genetica e ambiente, ed in particolare l’effetto di alcuni fattori protettivi su una predisposizione genetica, alla faccia della nuova edizione del DSM che, nonostante la presenza dei vari assi, rimarca e rilancia l’esclusività dell’approccio biologico/riduzionista per la comprensione disturbi mentali.


Nello studio sono state valutate 294 coppie di gemelli monozigoti ed eterozigoti, di entrambi i generi. Ogni coppia di Continua a leggere

“I giochi sono fatti e nulla va più”… o forse NO? | Sul Gioco d’Azzardo Patologico

“I giochi sono fatti e nulla va più”… o forse NO? | Sul Gioco d’Azzardo Patologico

Un tema che mi sta particolarmente a cuore è quello legato alla comprensione e al trattamento delle nuove forme di dipendenza (new addiction), in particolare il gioco d’azzardo patologico (Pathological Gambling).

Si parla di dipendenze comportamentali quando l’oggetto della dipendenza è costituito da un comportamento o un’attività lecita o accettata. Non sono quindi implicate le classiche “droghe”, ma oggetti o attività come il sesso (compresa la porno-dipendenza), gli acquisti (lo shopping compulsavo), il gioco, il computer, internet o la televisione. Per la maggior parte delle persone queste attività fanno parte del normale svolgimento della vita quotidiana, ma per alcuni individui possono assumere caratteristiche patologiche e provocare comportamenti compulsivi simili a quelli che si manifestano Continua a leggere

Yes, you Scan!

Yes, you Scan!

Quale sarà uno dei prossimi obiettivi della ricerca scientifica mondiale? Mappare il cervello, neurone per neurone. Qualcosa come 200 miliardi di cellule e trilioni di connessioni, con lo scopo di comprendere i meccanismi e il funzionamento di patologie neurodegenerative come la demenza di Alzheimer o il morbo di Parkinson, ed arrivare così a sviluppare trattamenti efficaci per condizioni cliniche che, non va dimenticato, interessano milioni di persone. 

Un’impresa paragonabile soltanto al progetto Genoma, un progetto di ricerca internazionale che aveva come obiettivo quello di determinare la sequenza delle coppie di basi azotate del DNA e che si è concluso nel 2000, dopo circa 15 anni di studi e ricerche.

E’ ciò che si propone di fare Barack ObamaContinua a leggere

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